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Wednesday, April 30, 2008

il papa ricorda viaggio apostolico stati uniti d´america

CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell´Udienza Generale odierna, tenutasi in Piazza San Pietro, al Viaggio Apostolico negli Stati Uniti d´America e alla Sede dell´Organizzazione delle Nazioni Unite A New York (15-21 aprile 2008).

Ricordando che occasione della Visita è stata la ricorrenza del bicentenario dell´elevazione a Metropolia della prima Diocesi del Paese, Baltimora, e la fondazione delle sedi di New York, Boston, Philadelphia e Louisville, il Santo Padre ha affermato di aver voluto "annunciare a tutti il messaggio di `Cristo nostra Speranza´, come suonava il motto del viaggio".

"Nell´incontro con il Signor Presidente nella sua residenza" - ha proseguito il Pontefice - "ho avuto modo di rendere omaggio a quel grande Paese, che fin dagli albori è stato edificato sulla base di una felice coniugazione tra principi religiosi, etici e politici, e che tuttora costituisce un valido esempio di sana laicità, dove la dimensione religiosa, nella diversità delle sue espressioni, è non solo tollerata, ma valorizzata quale `anima´ della Nazione e garanzia fondamentale dei diritti e dei doveri dell´uomo".

Ai Vescovi è riservato "il non facile compito di seminare il Vangelo in una società segnata da non poche contraddizioni, che minacciano anche la coerenza dei cattolici e del clero stesso. Li ho incoraggiati a far sentire la loro voce sulle attuali questioni morali e sociali e a formare i fedeli laici, affinché siano buon `lievito´ nella comunità civile, a partire dalla cellula fondamentale che è la famiglia. In questo senso li ho esortati a riproporre il sacramento del Matrimonio come dono e impegno indissolubile tra un uomo e una donna, ambito naturale di accoglienza e di educazione dei figli".

"La Chiesa e la famiglia, insieme con la scuola specialmente quella di ispirazione cristiana" - ha sottolineato il Pontefice - "devono cooperare per offrire ai giovani una solida educazione morale, ma in questo compito hanno grande responsabilità anche gli operatori della comunicazione e dell´intrattenimento. Pensando alla dolorosa vicenda degli abusi sessuali su minori commessi da ministri ordinati, ho voluto esprimere ai Vescovi la mia vicinanza, incoraggiandoli nell´impegno di fasciare le ferite e di rafforzare i rapporti con i loro sacerdoti".

"Nella grande e festosa Celebrazione eucaristica al `Nationals Park Stadium di Washington´ abbiamo invocato lo Spirito Santo sull´intera Chiesa che è negli Stati Uniti d´America, perché, (...), affronti le sfide presenti e future con coraggio e speranza, quella speranza che `non delude, perché l´amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo´ (Rm 5,5)". Il Santo Padre ha affermato inoltre che rivolgendosi ai rappresentanti delle altre religioni "In quella che si può considerare la patria della libertà religiosa, ho voluto ricordare che questa va sempre difesa con sforzo concorde, per evitare ogni forma di discriminazione e pregiudizio. Ed ho evidenziato la grande responsabilità dei leaders religiosi, sia nell´insegnare il rispetto e la nonviolenza, sia nel tener vive le domande più profonde della coscienza umana".

Riferendosi alla visita alla Sede centrale dell´ONU, il Papa ha ricordato CHE: "Nella ricorrenza del 60° anniversario della `Dichiarazione Universale dei Diritti dell´Uomo´, la Provvidenza mi ha dato l´opportunità di confermare, nel più ampio e autorevole consesso sovranazionale, il valore di tale Carta, richiamandone il fondamento universale, cioè la dignità della persona umana, creata da Dio a sua immagine e somiglianza per cooperare nel mondo al suo grande disegno di vita e di pace".

"Nella Cattedrale di Saint Patrick, nel cuore di Manhattan - " davvero una `casa di preghiera per tutti i popoli - ho celebrato la Santa Messa" - ha ricordato ancora il Pontefice - "per i sacerdoti e i consacrati, venuti da ogni parte del Paese. Non dimenticherò mai con quanto calore mi hanno fatto gli auguri per il terzo anniversario della mia elezione alla sede di Pietro. E´ stato un momento commovente, in cui ho sperimentato in modo sensibile tutto il sostegno della Chiesa per il mio ministero. Altrettanto posso dire per l´incontro con i giovani e i seminaristi".

"Guardando in faccia le tenebre di oggi, che minacciano la vita dei giovani, i giovani possono trovare nei santi la luce che le disperde: la luce di Cristo, speranza per ogni uomo! Questa speranza, (...) ha animato il momento carico di emozione che ho trascorso in silenzio nella voragine `Gound Zero´, dove ho acceso un cero pregando per tutte le vittime di quella terribile tragedia", dell´11 settembre 2001. "Infine, la mia visita è culminata nella Celebrazione eucaristica nello Yankee Stadium di New York: porto ancora nel cuore quella festa di fede e di fraternità, con cui abbiamo celebrato i bicentenari delle più antiche Diocesi dell´America del Nord (...). A quella Chiesa, che ora affronta le sfide del presente, ho avuto la gioia di annunciare nuovamente `Cristo nostra Speranza´ ieri, oggi e sempre".

AG/VIAGGIO APOSTOLICO U.S.A/...

Tuesday, April 29, 2008

A FRANÇA E A DINAMARCA acabam de proibi-la por ser um cocktail da morte

ESTA BEBIDA ESTÁ À VENDA EM TODOS OS SUPERMERCADOS E OS NOSSOS JOVENS PODEM CONSUMI-LA PARA PROVAR E ISSO PODE SER MORTAL !

A RED BULL foi criado para estimular o cérebro de pessoas submetidas a um grande esforço físico e em 'coma de stress'. NUNCA PARA SER CONSUMIDA COMO UMA BEBIDA INOCENTE OU REFRESCANTE,

A RED BULL é uma BEBIDA ENERGIZANTE, comercializada a nível mundial com o slogan:'Aumenta a resistência física, agiliza a capacidade de concentração e a velocidade de reacção, dá mais energia e melhora o estado de ânimo'. Tudo isso pode ser encontado numa lata de RED BULL, 'a bebida energética do milênio!'

A RED BULL conseguiu chegar a quase 130 países de todo o mundo com uma facturação anual acima de 21 bilhões de euros na venda de 3 bilhões de latas. Os jovens e o desporto foram os símbolos eleitos pela marca para caracterizar a sua imagem, dois segmentos atractivos que foram cativados pelo estímulo causado pela bebida.

Foi criada por Dietrich Mateschitz, um empresário de origem austríaca, que a descobriu por acaso, durante uma viagem de negócios a Hong Kong , quando trabalhava para uma empresa fabricante de escovas de dentes.



Uma lata de 250 ml, contém 20 gramas de açúcar, 1000 mg de taurina, 600 mg de glucuronolactona, 80 mg de cafeína e vitaminas do complexo B.

MAS A VERDADE DESTA BEBIDA É OUTRA




A FRANÇA E A DINAMARCAacabam de proibi-la por ser um cocktail da morte, devido aos seus componentes de vitaminas misturadas com 'GLUCURONOLACTONE', química altamente perigosa, que foi desenvolvida pelo Depto de Defesa dos USA, durante os anos 60 para estimular o moral das tropas americanas no VIETNAM. Os seus efeitos eram como se fossem o de uma droga alucinógenea, que acalmava o stress da guerra. Entretanto os seus efeitos no organismo dos soldados foram devastadores - alto índice de casos de enxaquecas, tumores cerebrais e doenças do fígado.


Apesar de tudo, na lata de RED BULL ainda se lê entre os seus componentes: GLUCURONOLACTONE, catalogado medicamente
como um estimulante.

Mas o que a lata de RED BULL não diz são
as consequências do seu consumo, que obriga a colocar uma série de ADVERTÊNCIAS:

É perigoso tomá-la se, em seguida, não se fizer exercíco físico, já que a sua função energizante acelera o ritmo cardíaco e pode provocar um enfarte fulminante.
O risco de se sofrer uma hemorragia cerebral, porque oRED BULLcontém componentes que diluem o sangue para que seja mais fácil ao coração bombear
o sangue e assim se poder fazer esforço físico com menos esgotamento.

É proibido misturar RED BULL com álcool, porque a mistura transforma a bebida numa 'Bomba Mortal' que ataca directamente o fígado, levando a zona afectada a incapacidade de jamais se regenerar.

Um dos componentes principais do RED BULL é a vitamina B12, utilizada em medicina para recuperar pacientes que se encontram em coma etílico; daí o estado de excitação em que se fica após tomá-lo. É
como se estívessemos em estado de embriaguez.

O consumo regular de Red Bullprovoca uma série de doenças nervosas e neurológicas irreversíveis.



CONCLUSÃO


A RED BULL deveria ser proibida em todo o mundo , como já está sendo em alguns países pois se inadvertidamente ou intencionalmente misturada ao álcool torna-se uma bomba relógio para o corpo humano, principalmente entre adolescentes e adultos que desconheçam os efeitos letais da bebida.











Monday, April 28, 2008

Notiziario Strategico N°18

Salve,
EccoVi il sommario del Notiziario Strategico N°18 del Bollettino
Aurora:

Federazione Russa
- Putin trionfa contro l'espansione NATO
- La Russia di Putin s'oppone alla NATO
- Al-Khalid, Type 98 e T-90 Dominano il Mercato Mondiale dei Tank
- I paesi della CSI organizzano, per il 22 aprile 2008, una
esercitazione degli Stati maggiori congiuti che coinvolge 110 velivoli
- La Russia proporrà alla Libia un pacchetto da 2,5 Milioni di
dollari US, in armamenti
- La Russia annulla il debito libico, in cambio dell'acquisto di
aerei Su-35, sottomarini Kilo, carri T-90S, ecc.
- La Russia ed il Brasile siglano un accordo per un caccia di quinta
generazione
- Precisione sull'accordo russo-brasiliano sul caccia di quinta
generazione
- La Turchia opta per il missile anti-carro russo Metis-M1 (AT-13
Saxhorn)

Repubblica Popolare della Cina
- L'arsenale nucleare della Cina
- La Cina continua l'espansione nucleare
- Cina frenetica nel Bazaar Russo delle Armi
- Nigeria e Cina incrementano i legami energetici
- La Cina supporta le misure di stabilità del Pakistan
- L'Uzbekistan annuncia un programma per un gasdotto con la Cina
- La Nigeria dice che Cina e India costruiranno raffinerie

Unione Indiana
- L'India Testerà, nel 2009, un Missile Balistico AGNI IV da 5000Km
di gittata
- India e Turchia Iniziano i Rapporti Militari
- L'India respinge i commenti USA sulla visita di Ahmadinejad

Repubblica Islamica del Pakistan
- Il Pakistan testa un missile nucleare
- Il Pakistan testa un altro missile nucleare

Repubblica Islamica dell'Iran
- Ahmadinejad dice che l'arricchimento dell'uranio 'non è negoziabile'
- L'Iran effettua test per il nuovo equipaggiamento nucleare
- L'Iran propone uno scudo antimissile contro USA e Israele
- Individuato il sito di lancio missilistico segreto dell'Iran
- L'Iran proclama centinaia di nuove centrifughe
- L'inviato dell'Iran ha dei colloqui con il capo nucleare dell'ONU
- L'Iran afferma che non ha 'problemi tecnici' per il suo programma
nucleare
- L'Iran insiste che ha risposto a tutte le domande dell'IAEA


Ed inoltre nella pagina Eurasia:
- La guerra infinita per le risorse del Congo
- La criminalizzazione dello stato: il Kosovo indipendente, un
territorio sotto il governo militare degli Stati Uniti e della NATO
- Il governo kosovaro e la criminalità organizzata
- La frode di Eulex
- La politica estera: un debito irrisolto
- La Cina nel : bilanci, problemi, prospettive (Parte I)
- Cina e America: l'Operazione psicologica dei diritti umani in Tibet
- Gli internauti cinesi lanciano una campagna di boicottaggio contro
la Francia
- L'Asia Centrale votata alla guerra civile?

Nella pagina False Flag:
- Al braccio destro di Osama in Europa, la risorsa del MI5 Abu
Qatada, potrebbe essere permesso di restare nel Regno Unito
- Al-Zawahiri - principale mente e stratega di al Qaeda


Fonte:
Alessandro Lattanzio

Saturday, April 26, 2008

Be a Paraclete for Others

Acts 8:5-8:14-17; 1 Peter 3:15-18; John 14:5-21


In the Gospel Jesus uses the term “paraclete” when speaking to the disciples about the Holy Spirit.

In some contexts this term means “consoler,” in others “defender,” and sometimes it means both. In the Old Testament God is the great consoler of his people. This “God of consolation” (Romans 15:4), became “incarnate” in Jesus Christ, who is named the first consoler or Paraclete (cf. John 14:15).

The Holy Spirit, being the one who continues Christ’s work and brings the common work of the Trinity to completion, also had to be called “Consoler”: “The Consoler who will remain with you forever,” as Jesus says.

After Easter the whole Church had a living and powerful experience of the Spirit as consoler, defender, ally, in its internal and external difficulties, in the persecutions, in the trials, in everyday life. In the Acts of the Apostles we read: “The Church grew and walked in the fear of the Lord, full of the consolation (“paraclesis”) of the Holy Spirit” (9:31).

We must now draw a practical conclusion for our lives from this. We ourselves must become paracletes! If it is true that the Christian must be “another Christ,” it is just as true that he must be “another Paraclete.”

The Holy Spirit not only consoles us, but he also makes us capable in turn of consoling others. True consolation comes from God who is the “Father of all consolation.” This consolation comes to those who are suffering, but it does not stop with them; its final goal is reached when those who have experienced consolation in turn console their neighbors with the same consolation with which God has consoled them.

They must not be content to offer only platitudes (“Take heart, don’t worry -- you will see that everything will turn out fine!”), but to bring the authentic “consolation that comes from the Scriptures,” which is able to “keep hope alive” (cf. Romans 15:4). This is how we explain the miracles wrought by a simple word or gesture, offered in a climate of prayer, at the bedside of a sick person. It’s God who is consoling that person through you!

In a certain sense, the Holy Spirit needs us in order to be the Paraclete. He wants to console, defend, exhort; but he does not have a mouth, hands, eyes to “give a body” to his consolation. Or better, he has our hands, our eyes, our mouth.

If we stick to the letter of what Paul tells the Thessalonians -- “console each other” (1 Thessalonians 5:11) -- we must take him to be saying: “Be paracletes to each other. If we want to selfishly keep to ourselves the consolation that we receive from the Spirit and it does not pass from us to others, it will quickly disappear.” This is why a beautiful prayer, attributed to St. Francis, says: “Let me not so much seek to be consoled as to console; or to be understood as to understand, to be loved as to love.”

In light of what I have said it is not hard today to see who the paracletes are around us. They are the ones who care for the terminally ill, who care for those sick with AIDS, those who seek to alleviate the solitude of the elderly, the volunteers who spend their time visiting hospitals. They are the ones who dedicate themselves to children who are victims of various types of abuse, inside and outside the home.

Let us conclude this reflection with the first verses of the Pentecost sequence, which invoke the Holy Spirit as the “best consoler”:

“Holy Spirit, come and shine
On our souls with beams divine,
Issuing from Thy radiance bright.

Come, O Father of the poor,
Ever bounteous of Thy store,
Come, our heart’s unfailing light.

Come, Consoler, kindest, best,
Come, our bosom’s dearest guest,
Sweet refreshment, sweet repose.
Rest in labor, coolness sweet,
Tempering the burning heat,
Truest comfort of our woes.”


Fonte: P. Raniero Cantalamessa, ofmcap

Friday, April 25, 2008

Partilhemos este dia especial de Marcos Evangelista

Sexta-feira 25 Abril 2008
São Marcos evangelista - Festa

Hoje è dia de festa, dia em que celebramos S.Marcos Evangelista. Joao Marcos, primo de S. Bernabe, com ele evangelizou a Ilha de Cipre. Foi colaborador excepcional, discipulo preferido e interprete de S. Pedro (1 Pd 5,13). Escreveu o Segundo Evangelho, recolhendo as catequeses de S. Pedro no que toca as palavras e factos de Jesus Cristo. A tradição viva da Igreja da-lhe o merito de ter fundado a Igreja de Alexandria. Pela sua postura imediata e forte, Marcos tem como simbolo o Leão.

Enquanto que em muitas partes do mundo, hoje se festeja o dia da resistencia politica, nós cristãos celebramos a nossa Fe na Pessoa e Obras de Jesus Cristo fundamentada no anuncio kerygmatico dos Apostolos. (reconheço que, com influencia da lingua de Mussoline, ha muitos erros gramaticais, procurai perdoar-me)

Sabemos que depois de Jesus ter ressuscitado dos mortos, os apostolos foram revestidos pelo poder do Espirito Santo (Lc 24, 49). O ressuscitado aparece e disse-lhes: Ide a todo o mundo e anunciai o Evangelho. Tinham o mesmo coração, espirito, enfim tudo em comum e nada em particolar, era uma verdadeira espiritualidade, o Evangelho de Deus. O que era da Igreja, era de todos, e nao diziam a minha igreja, os meus carros, sacerdotes, freiras…Nao existia racismo, tribalismo, excesso de nacionalismo descontrolado e mal entendido…Nao havia descriminação.

Assim S. Mateus proclamou aos Ebreus, na lingua dos Ebreus, no seu ambiente cultural e deixou por escrito uma forma do Evangelho. Enquanto que S. Pedro e o Apostolo Paulo Evangelizavão Roma e lhes fundavam a Igreja. S. Lucas, companheiro do Apostolo Paulo, escreveu e publicou o Evangelho anuciado por ele. E S. Joao, o discipulo que o Senhor amava, fez o mesmo escreveu e publicou o Evangelho quando evangelizzava em Efeso.

Com toda a prova possivel, nos tempos de Jesus, Marcos Evangelista abitava em Jerusalem, e temos a serteza que possuia uma casa, onde S. Pedro se refugiou e onde se reuniam os primeiros cristaos (At 12,12). Se è verdade que a primiera comunidade se reunia proximo ao Cenáculo è facil hipotizar que Marcos e a sua familia eram proprietarios da casa onde se deu a Ultima Ceia. Nao somente o Cenaculo, mas provavelmente o Getsemane deveria pertencer a S. Marcos e familia. Marcos Evangelista era conserteza aquile jovem que fugiu nu depois da prisão de Jesus (Mc 14,52). De facto, so Marcos nos fala, porque? Todo o Evangelo de Marcos Evangelista è centrado em Cristo, isto è: Cristocentrico: Quem è Jesus Cristo? Quem è Ele para minha pessoa? Leitores deste singelo Blogger, vamos procurar conhecer cada vez melhor Jesus Cristo, fazer esperiencia da sua Pessoa, sentir espiritualmente a propria vida entrar paulatinamente em sintonia com a nossa, minha e com a sua, procurar obedece-lo, incarnar as suas palavras e obras, descobrir a vardadeira e profonda amizade, para construirmos juntos um mundo novo, principalmente uma Angola nova, em que todos somos pela ajuda ao proximo, pela ajuda mutua, pela solidariedade, pela fraternidade e nao por um egoismo desenfreado que está a levar o nosso Paiz para o abismo…

Thursday, April 24, 2008

“ad Limina Apostolorum”

CITTA' DEL VATICANO: Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza i Presuli del Caucaso Meridionale, in occasione della Visita “ad Limina Apostolorum”.

“Dopo la caduta dell’Unione Sovietica” - ha detto il Papa nel suo discorso - “le vostre popolazioni hanno conosciuto significativi cambiamenti sociali sulla strada del progresso, ma rimangono ancora difficili situazioni: molti sono i poveri, i disoccupati e i rifugiati, che le guerre hanno allontanato dalle loro case, lasciandoli di fatto in balia della precarietà. Le vicende travagliate del secolo scorso non hanno però spento la fiamma del Vangelo che, (...) ha trovato nel Caucaso un terreno fertile, pur non essendo mancate contrapposizioni violente, sia interne sia provenienti dall’esterno, che hanno causato molte vittime, tra le quali la Chiesa annovera non pochi martiri della fede”.

“La vostra attività pastorale” - ha proseguito il Pontefice - “si dispiega dunque in un territorio dove permangono tante sfide sociali e culturali, e dove la comunità cattolica costituisce un ‘piccolo gregge’, che vive la propria fede a contatto con altre Confessioni cristiane ed altre Religioni: convivono infatti cattolici di rito armeno, latino e caldeo, con ortodossi, armeni-apostolici, ebrei e musulmani. In tale contesto multireligioso è importante che i cattolici continuino e intensifichino sempre più la loro collaborazione con le altre Chiese e anche con i seguaci di altre Religioni come già avviene in molte parti”.

“Mi unisco” - ha detto ancora il Pontefice - “all’aspirazione delle vostre comunità cattoliche, perché venga ad esse riconosciuta la personalità giuridica nel rispetto della natura propria della Chiesa Cattolica. Auspico, altresì, che, a seguito del dialogo in corso tra cattolici ed ortodossi, cresca quella fraternità che deve caratterizzare le relazioni tra Chiese rispettose l’una dell’altra, nonostante le differenze ancora esistenti”.

“Incoraggiate (...) e sostenete i vostri fedeli” - ha esortato il Papa - “affinché dinanzi alle difficoltà non venga meno la gioia di professare la fede e di appartenere alla Chiesa cattolica!”.

“Pregate e fate pregare” - ha detto il Papa ai Vescovi - “perché non manchino operai nella vigna del Signore; continuate a promuovere le vocazioni sacerdotali e alla vita consacrata. E’ necessario far sì che in Armenia, in Azerbaigian e in Georgia le future generazioni possano contare su un clero che sia santo, viva con gioia la propria vocazione e si dedichi con generosità alla cura di tutti i fedeli”.

“Sostenete le famiglie” - ha esortato ancora Benedetto XVI - che “a causa della mentalità inculcata ed ereditata dal periodo comunista, incontrano non poche difficoltà e sono segnate da quelle ferite e da quegli attentati alla vita umana che purtroppo si registrano in tante altre parti del mondo. Sia vostra cura, quali primi responsabili della pastorale familiare, educare i coniugi cristiani a ‘testimoniare l’inestimabile valore dell’indissolubilità e della fedeltà matrimoniale”.

“So quanto zelo vi arda nel cuore e quanti sforzi compiate per diffondere il Vangelo della speranza. Mi colpisce particolarmente l’attenzione che, con differenti attività caritative, riservate alle necessità dei poveri e delle persone in difficoltà, grazie al prezioso contributo di religiosi, religiose e laici”.

Benedetto XVI ha esortato i Presuli del Caucaso a promuovere “incontri e momenti per verificare periodicamente i piani pastorali che elaborate, specialmente per la preparazione ai Sacramenti. Tali piani puntino soprattutto alla formazione delle coscienze dei fedeli secondo l’etica evangelica con un’attenzione privilegiata ai giovani”.

Fonte: Vatican Information Service (Sala stampa della santa Sede),
Autore: Libero.it

Santo subito

Santo subito

karol

Quello a sinistra nella foto è Karol Wojtyla, penultimo papa con il nome di Giovanni Paolo II. Santo per acclamazione.

Qui è in visita pastorale in Cile ed è stato fotografato mentre saluta la folla in compagnia di Augusto Pinochet, uno dei più sanguinari dittatori del secolo scorso. Autore di esecuzioni di massa e torture. Papa Wojtyla però sembra a suo agio.

bush

In questa seconda foto, molto più recente, si vede l'incontro tra Joseph Ratzinger, papa con il nome di Benedetto XVI e il presidente Usa George W. Bush.

Bush non è un dittatore sanguinario ma pochi giorni fa ha ammesso di essere sempre stato a conoscenza delle torture utilizzate per interrogare i prigionieri iracheni a Guantanamo. La prigione militare dove questi prigionieri sono trattenuti da anni senza alcun diritto e in contrasto con ogni legge internazionale.

Ciononostante il Papa ha avuto parole di elogio e ringraziamento per Bush e non ha mancato di ricordare che tutti coloro, cristiani e non, che sono arrivati negli Stati Uniti vi hanno sempre trovato la libertà.

A me pare evidente che anche Joseph Ratzinger, come il suo predecessore, si è avviato sulla strada della santificazione.

Fonte: Marassi Ricardo

Ground zero

“ground zero”: DIO porta tua PACE NOSTRO MONDO VIOLENTO

CITTA' DEL VATICANO, 20 APR. 2008 (VIS). Questa mattina, alle 9:30 ora locale, il Papa ha raggiunto il “Bed Rock” di “Ground Zero”, il luogo dove, fino al settembre 2001, si ergeva il complesso commerciale ed amministrativo denominato “World Trade Center”.

Il giorno dell’attentato terrorista che causò 2.896 vittime - l’11 settembre 2001 - due aerei si schiantarono contro le Torri Gemelle, i due grattacieli più alti di New York, parte del complesso del “World Trade Center”, distruggendo anche altri edifici adiacenti. Da quel giorno al posto del “World Trade Center” c’è un enorme cratere, “Ground Zero”, profondo una ottantina di metri, recintato, dal fondo del quale spicca una Croce.

Nel 2002 un concorso indetto per la ricostruzione del “World Trade Center”, è stato vinto dall’architetto americano Daniel Libensky. Attualmente il sito è un cantiere e la fine dei lavori è prevista per il 2012. L’edificio centrale del nuovo complesso sarà la “Freedom Tower”, alta 1.776 piedi, corrispondente all’anno dell’indipendenza americana (541 metri).

Il Santo Padre Benedetto XVI, accompagnato dal Cardinale Edward Egan, Arcivescovo di New York, ha raggiunto il “Bed Rock” di “Ground Zero”, dove erano ad attenderlo il Signor Michael Bloomberg, Sindaco di New York, il Signor David A. Paterson, Governatore di New York, il Signor John Corzine, Governatore del New Jersey e ventiquattro persone in rappresentanza dei soccorritori (Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Polizia), dei feriti e dei parenti delle vittime.

Il Santo Padre si è raccolto in preghiera silenziosa per alcuni minuti, ha acceso un cero in memoria delle vittime dell’attentato di “Ground Zero” e successivamente ha recitato la seguente preghiera:

“O Dio dell’amore, della compassione e della riconciliazione,

rivolgi il Tuo sguardo su di noi, popolo di molte fedi e tradizioni diverse,

che siamo riuniti oggi in questo luogo,

scenario di incredibile violenza e dolore.


Ti chiediamo nella Tua bontà

di concedere luce e pace eterna

a tutti coloro che sono morti in questo luogo-

i primi eroici soccorritori:

i nostri vigili del fuoco, agenti di polizia,

addetti ai servizi di emergenza e personale della Capitaneria di Porto,

insieme a tutti gli uomini e le donne innocenti,

vittime di questa tragedia

solo perché il loro lavoro e il loro servizio

li ha portati qui l’11 settembre 2001.

Ti chiediamo, nella Tua compassione

di portare la guarigione a coloro

i quali, a causa della loro presenza qui in quel giorno,

soffrono per le lesioni e la malattia.

Guarisci, anche la sofferenza delle famiglie ancora in lutto

e di quanti hanno perso persone care in questa tragedia.

Concedi loro la forza di continuare a vivere con coraggio e speranza.

Ricordiamo anche coloro

che hanno trovato la morte, i feriti e quanti hanno perso i loro cari

in quello stesso giorno al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania.

I nostri cuori si uniscono ai loro

mentre la nostra preghiera abbraccia il loro dolore e la loro sofferenza.

Dio della pace, porta la Tua pace nel nostro mondo violento:

pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne

e pace tra le Nazioni della terra.

Volgi verso il Tuo cammino di amore

coloro che hanno il cuore e la mente

consumati dall’odio.

Dio della comprensione,

sopraffatti dalla dimensione immane di questa tragedia,

cerchiamo la Tua luce e la Tua guida

mentre siamo davanti ad eventi così tremendi.

Concedi a coloro le cui vite sono state risparmiate

di poter vivere in modo che le vite perdute qui

non siano state perdute in vano.

Confortaci e consolaci,

rafforzaci nella speranza

e concedici la saggezza e il coraggio

di lavorare instancabilmente per un mondo

in cui pace e amore autentici regnino

tra le Nazioni e nei cuori di tutti.

Al termine della preghiera, Papa Benedetto XVI ha salutato i familiari delle vittime e alcuni sopravvissuti, i membri delle squadre dei soccorritori ed ha impartito la Benedizione a tutti i presenti.

Infine il Santo Padre ha fatto ritorno alla sua residenza dove ha ricevuto l’omaggio e il saluto del personale e dei collaboratori della Missione Permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite a New York

Autore: libero.it

L'uomo nero

L'uomo nero


La mia infanzia è stata costellata da eventi drammatici. Non mi riferisco a quelli personali ma a quelli che in qualche misura hanno coinvolto la mia generazione.
Quella che a scuola ha fatto compitini sulla frana del Vajont e sui paesi a valle della diga spazzati via con tutti gli abitanti. Su Gibellina e il Belice distrutti da uno dei più terribili terremoti del dopoguerra. Sul Polesine alluvionato dalla piena del Po.
Senza contare le catastrofi avvenute nel resto del mondo. Dal Biafra al Bangladesh.
Io e la mia famiglia eravamo all'aeroporto di Caselle Torinese per ammirare le Frecce Tricolori quando un aereo si abbattè sulla folla facendo una strage.
Erano gli anni in cui il mondo si reggeva sull'equilibrio creato dalla paura di una guerra nucleare. Ma per spaventare i bambini si ricorreva all'uomo nero.
Eppure siamo cresciuti tutto sommato sereni. Anche grazie ai nostri genitori. Loro avevano vissuto gli anni della guerra, sapevano che cos'erano la fame e la sofferenza. Ma ci hanno trasmesso altre sensazioni. Nonostante i terremoti, le alluvioni e le disgrazie a pochi passi da noi, ci hanno comunicato che vivevamo nel benessere e nella sicurezza.
Nessuno ci avrebbe bombardato, come era successo a loro. Non avremmo mai dovuto correre nei rifugi, magari in pigiama, a notte fonda. E c'era da mangiare.
Paradossalmente tutto questo ci veniva trasmesso dalla contraddizione tra uno stile di vita basato sull'oculatezza e sul risparmio e le reali potenzialità del progresso che coinvolgeva tutti. Erano gli anni in cui si viaggiava per la prima volta nello spazio mentre a casa mia si comprava il latte di mucca e lo si agitava in una bottiglia di vetro per ricavarne il burro. Non erano poveri i miei. Ma avevano fatto la guerra.
Non che non ci mettessero in guardia dai pericoli (ce n'erano anche allora) ma ci insegnavano le precauzioni, non la paura.
p
Adesso siamo noi, i figli di quel tempo, a crescere altri figli. Ma quello che comunichiamo loro è ben diverso.
I nostri figli hanno paura. Di tutto e di nulla in particolare. Viviamo in un epoca in cui è sempre più difficile morire, ma abbiamo paura delle malattie. Di quelle misteriose e improbabili, di quelle che vengono da lontano. Estranee appunto.
Abbiamo tremato per il virus Ebola, siamo diventati vegetariani per paura della "mucca pazza" e abbiamo fatto incetta di medicinali per fronteggiare l'influenza aviaria.
Noi, a differenza dei nostri genitori che ricordavano bene la guerra, abbiamo dimenticato la poliomielite. Non abbiamo memoria di quando, bambini, si poteva morire di tetano o di polmonite. Forse non l'abbiamo mai temuto.
Ma non sono solo le malattie a spaventarci. E' bastata un estate torrida per farci temere di dover cambiare in un imminente futuro il nostro stile di vita con quello di un cammelliere arabo. Un paio di anni fa una siccità primaverile ci ha convinti che avremmo dovuto fare provviste di acqua e che per tutte le primavere a venire avremmo patito la sete.
Sia ben chiaro, se il nostro modo di vivere su questo pianeta non cambierà, il futuro ci riserverà questo e altro. Ma allora dovremmo essere indotti a cambiare stile di vita, appunto. Non a vivere nella paura come se l'apocalisse fosse già arrivata.
Invece è solo con la paura che sappiamo reagire.
Soprattutto la paura di perdere ciò che abbiamo, ciò che percepiamo tangibilmente attorno a noi.
Abbiamo quindi paura di ciò che non vediamo e non conosciamo.
Il futuro, le malattie che ci arrivano da lontano, gli immigrati e i diversi.
Viviamo serenamente su tonnellate di rifiuti tossici che potrebbero, con molta probabilità, farci morire di leucemia. Ma abbiamo paura che un rumeno ci accoltelli in una strada buia.
A Roma, facendo grande confusione tra rom, rumeni e immigrati, non si discute d'altro.
I rom sono un etnia, presente in Italia da generazioni. La maggior parte di loro sono italiani e rappresentano lo 0,2% della popolazione totale. Varrebbe la pena chiedersi come possa lo 0,2% della popolazione totale rappresentare un così grave pericolo sociale.
I rumeni sono arrivati in Italia dopo il crollo delle frontiere con l'Est. La maggior parte sono muratori, bravi muratori come da noi ormai non ce ne sono più. Infatti sono stati perlopiù assunti da imprese edili.
Altre rumene sono finite nelle nostre case come domestiche o badanti. Qualcun'altra si prostituisce, Qualcuno è un delinquente. Alcuni di questi rumeni sono di etnia rom.
Vantano il triste primato dei reati commessi sul totale degli immigrati. Una specie di classifica dei miserabili.
Tanto è bastato per scatenare la guerra per la sicurezza, strumentale alla campagnia elettorale in vista dei ballottaggi.
Il fatto che i dati del ministero dell'Interno ci dicano che i reati sono in diminuzione è passato sotto silenzio.
Gianfranco Fini in tv ci fa sapere che la prima emergenza del nostro Paese è costruire nuove carceri (nessuno che si chieda se con le stesse risorse non si potrebbero creare nuovi posti di lavoro), i Tg mandano in sequenza interviste a gente che dichiara di vivere in preda alla paura, si elencano i crimini commessi dagli immigrati rumeni.
Qualcuno non esclude che cacciando via tutti gli immigrati saremmo più sicuri, nel frattempo la Lega propone di creare le ronde per la legalità.
Per gente incapace di affermare la legalità quando siede in Parlamento è una cosa abbastanza originale.
Io intanto guardo mia figlia e mi chiedo se non sia il caso di cominciare a raccontarle dei nonni.
Di come abbiano fatto la guerra, siano sopravvissuti alla fame e alle bombe. Di come ci abbiano fatto capire che non dovevamo avere paura di niente. Di quanto poco timore ci hanno insegnato nei confronti di quelli che non conoscevamo e di quanta curiosità invece hanno alimentato.
I nonni che hanno riempito di povere cose valigie di cartone e sono stati, loro per primi, diversi tra gli estranei.
Forse sarebbe il caso di raccontare.

Fonte: Ricardo Marassi
Autore: OKNOtizie


Wednesday, April 23, 2008

Sangue, sudore e lacrime

Sangue, sudore e lacrime: le perdite umane della 'Guerra Globale al
Terrorismo'

Secondo la rivista francese Navires & Histoire N°47 di Aprile, le
truppe statunitensi avrebbero subito, dall'inizio della guerra
all'Iraq al 10 marzo 2008: 6198 soldati uccisi (152 suicidi), 43168
mutilati o feriti gravemente, 26224 sono i disertori e i renitenti.
Inoltre il 15% dei soldati di ritorno dall'Iraq o dall'Afghanistan,
presentano problemi di tossicodipendenza, soprattutto dall'eroina. A
questi numeri vanno aggiunti 235 soldati inglesi uccisi e 3082
feriti. Inoltre gli altri contingenti hanno subito 202 soldati uccisi
e 2720 feriti.
Le agenzie dei contractors e dei mercenari hanno subito, su tutti i
fronti della `Guerra Totale al Terrore', al 10 marzo 2008, 5011 morti
(ufficialmente 962) e 9170 feriti. Di questi morti, 1306 sono
statunitensi (ufficialmente 801 e 3307 feriti), spesso presentati
come centroamericani.
I camionisti stranieri, uccisi in Iraq, sono 998 e 1428 feriti. Vanno
aggiunti 154 membri delle Nazioni Unite uccisi, unitamente a 239
giornalisti.
Bisogna aggiungervi 5750 volontari e civili arabi morti in Iraq.
Gli iracheni hanno avuto 400714 morti entro il 10 marzo 2008: 40512 i
soldati e i miliziani uccisi nella dal 1 maggio 2003 al 10 marzo
2008. I guerriglieri morti in combattimento o per le ferite riportate
sono 30081. I civili uccisi dal 1 maggio 2003 al 10 marzo 2008 sono
167021 e altri 163100 a causa delle condizioni generali imposte dalla
guerra.
In totale, afferma la rivista francese, alla data del 8 gennaio 2008,
nella guerra e nell'occupazione dell'Iraq sono morti 400714 iracheni,
825400 iracheni sono deceduti dal 15 gennaio 1991.
Dall'ottobre 2001 al 10 marzo 2008 gli statunitensi, i loro alleati e
i contractors hanno subito 12670 caduti e 67204 feriti su tutti i
fronti della `Guerra Totale al Terrore'.
Dal gennaio al 10 marzo 2008, le truppe della coalizione in Iraq
subiscono la perdita di 102 soldati statunitensi, 14 contractors
nepalesi, 1 soldato inglese e 27(81?) soldati turchi. Gli Iracheni
subiscono 2547 morti.
L'intervento Turco nel Kurdistan Iracheno, dal 21 al 28 febbraio
2008, provoca 214 morti (31 soldati turchi).

In Afghanistan, dal 1° ottobre 2001 al 10 marzo 2008, le truppe della
coalizione hanno avuto 593 soldati statunitensi caduti e 4723 feriti,
la coalizione ha subito 357 morti e 3709 feriti.
Dal gennaio al 10 marzo 2008, le truppe NATO in Afghanistan subiscono
la perdita di 4 soldati statunitensi, 46 soldati pakistani (1
generale), 3 soldati inglesi, 2 soldati olandesi, 3 soldati canadesi,
2 soldati polacchi e 1 soldato italiano.
Gli Afgani subiscono 1170 morti.
Dal 1° ottobre 2001 al 10 marzo 2008 sono morti 61551 tra civili,
ribelli e militari afgani e pakistani.
Inoltre negli altri teatri della 'Guerra Globale al Terrorismo' le
cifre, al 10 marzo 2008 erano le seguenti:
- Yemen, Africa e Filippine: 15876 morti
- nel resto del mondo: 3161 morti
- a causa di attentati: 4942 morti
- Libano/Israele/ Palestina (dal luglio 2006 al 8 gennaio 2008): 5202
morti
- Somalia (dal novembre 2006 al 8 gennaio 2008): 12091 morti

Totale dei morti a causa della 'Guerra Globale al Terrorismo': 522269
uccisi

Tuesday, April 22, 2008

Notiziario Strategico N°17

Salve,
EccoVi il sommario del Notiziario Strategico N°17 del Bollettino
Aurora:

Federazione Russa
- Il Treno dei Missili Nucleari verso la sua Destinazione Finale
- La Russia venderà più di 100 aeroplani nel 2008
- La Commissione militar-industriale russa ha elaborato uno schema di
sviluppo dell'industria degli armamenti convenzionali
- La Russia manterrà la sua posizione sul mercato mondiale degli
armamenti?

Repubblica Popolare della Cina
- Gli ufficiali militari della Cina sollecitano preparazione al
combattimento
- La Cina Userà un Razzo-Jumbo per inviare il Lunar Rover e la
Stazione Spaziale

Unione Indiana
- L'India assegna alla Russia l'aggiornamento dei MiG-29 da un
miliardo di dollari
- L'India compra Russo
- L'India testa il lancio di un Missile Nucleare

Repubblica Islamica del Pakistan
- Musharraf dice che l'esercito del Pakistan lo sostiene

Repubblica Islamica dell'Iran
- Il Ministro degli Esteri Russo avverte che una azione militare
contro l'Iran sarebbe 'disastrosa'

Repubblica Democratica Popolare di Korea
- La Corea del Nord potrebbe rallentare lo smantellamento degli
impianti nucleari
- La NordKorea alza la posta, nella disputa nucleare, con il lancio
di missili
- Le Tensioni potrebbero crescere ancora nella penisola Koreana

NATO
- Lamento Afgano
- La Russia aiuta l'espansione NATO in Afghanistan


Fonte:
Alessandro Lattanzio

Monday, April 21, 2008

Notiziario Strategico N°16

Salve,
EccoVi il sommario del Notiziario Strategico N°16 del Bollettino
Aurora:

Federazione Russa
- Importanti movimenti difensivi Russi prendono parte alle
esercitazioni nel Mondo
- Il piano antimissile USA circonda la Russia
- La Russia s'oppone al progetto di «guerre stellari» di Bush
- Mosca Presenta l'Iniziativa Sino-Russa per il Controllo della
Corsa alle Armi Spaziali
- La mossa dell'accordo spaziale Russia-Cina per contrastare lo
scudo USA
- Putin avverte sull'Ukraina nella NATO
- La Russia si riarma

Repubblica Popolare della Cina
- La Dottrina sulle attrezzature Militari Cinese per l'inizio del
21.mo secolo
- La Cina ha espresso preoccupazioni riguardo l'abbattimento del
Satellite danneggiato
- La Cina pronta a lanciare un numero record di cosmonavi nel 2008
- La Cina riproduce i Su-27SK
- La Cina invierà una seconda sonda lunare nel 2009
- La Cina invierà la sonda Lunare Chang'e-2 per il 2009
- L'espansione nucleare della Cina sui mari
- Il Pentagono esprime preoccupazione sul potenziale militare della
Cina
- La Cina annuncia un gree aumento nella spesa militare, tra le
tensioni con gli USA
- La Cina respinge il report del Pentagono, e dice agli USA di
finirla con i ragionamenti da Guerra Fredda

Unione Indiana
- Leader Comunista dice: nessun accordo nucleare fin quando Bush
governa
- L'India chiede una alleanza militare al summit navale
- L'India testerà un missile sublanciato
- L'India ospiterà le prossime esercitazioni militari con la Cina
- Il Bazaar Russo-Indiano delle Armi del 2008
- L'accordo per le Armi Russo-Indiano affronta il Test del Tempo
- Armare l'India all'Inizio del 21.mo secolo
- L'India testa un missile nucleare navale
- BrahMos-2: I Tests compiono importanti Progressi sul Missile
Cruise Indiano

Repubblica Islamica del Pakistan
- India e Pakistan siglano un patto per la mutua sicurezza
- Il Pakistan rigetta il report dell'intelligence USA sulle armi
nucleari
- Il Pakistan testa un missile a testata nucleare
- Il Pakistan ricerca un inviato e due esperti nucleari scomparsi
- Il Pakistan afferma che il test missilistico Indiano provocherà la
corsa agli armamenti
- Ricoverato lo scienziato nucleare Pakistano caduto in disgrazia

Repubblica Islamica dell'Iran
- L'Iran Testa un Razzo Sonda e Svela il suo Primo Satellite
- L'Iran inaugura il suo primo "centro spaziale"
- L'Iran respinge i rimproveri degli USA sul razzo
- L'Iran è 'la potenza mondiale numero uno', afferma Ahmadinejad
- Il leader dell'Iran saluta il ' successo nucleare' di Ahmadinejad
- L'Iran Si prepara per lo Showdown in Molteplici Fronti

Repubblica Democratica Popolare di Korea
- La Corea del Nord rimprovera gli USA per l'Impasse nei colloqui
nucleari

Repubblica di Turchia
- Turchia: un potenza regionale in ascesa

America Latina
- Argentina e Brasile costruiranno congiuntamente sottomarini
nucleari

Stati Uniti d'America
- I militari USA investigano sul bombardiere stealth precipitato

Ed inoltre nella pagina Eurasia:
- Le elezioni presidenziali in Russia
- La Russia dopo il voto
- Armenia, tra "effetto Kosovo" e prospettive future
- Il Kosovo e la geopolitica dei Balcani
- Si è scoperchiato un nuovo vaso di Pandora: il
Kosovo "Indipendente" e il Progetto per un "Nuovo Medio Oriente"
- "Indipendenza" del Kosovo: Washington insedia una nuova colonia
nei Balcani
- La sete di petrolio iracheno di Israele
- Libano. La geopolitica delle cannoniere: ultima spiagga USA

Nella pagina Impero USA:
- Israele in America Latina
- Come militari e servizi segreti si sono impadroniti delle notizie
- La guerra ambientale è già cominciata


Fonte:
Alessandro Lattanzio

Sunday, April 20, 2008

Sangue, sudore e lacrime

Sangue, sudore e lacrime: le perdite umane in Iraq, Afghanistan e
nel resto del mondo

Secondo la rivista francese Navires & Histoire N°46 di Febbraio, le
truppe statunitensi avrebbero subito, dall'inizio della guerra
all'Iraq al 8 gennaio 2008: 6120 soldati uccisi, 42616 mutilati o
feriti gravemente, 26224 sono i disertori e i renitenti. Inoltre il
15% dei soldati di ritorno dall'Iraq o dall'Afghanistan, presentano
problemi di tossicodipendenza, soprattutto dall'eroina. A questi
numeri vanno aggiunti 234 soldati inglesi uccisi e 3027 feriti.
Inoltre gli altri contingenti hanno subito 203 soldati uccisi e 2703
feriti.
Le agenzie dei contractors e dei mercenari hanno subito, su 122.000
presenze al 8 gennaio 2008, 4989 morti (ufficialmente 962 e 8860
feriti). Di questi morti, 1306 sono statunitensi (ufficialmente 801
e 3307 feriti), spesso presentati come centroamericani. Vanno poi
aggiunti 90 filippini, 60 turchi, 50 russi, 48 inglesi, 40 canadesi,
30 sudafricani, 26 fijiani, 20 francesi, 18 belgi, 14 bulgari, 13
pakistani, 12 finlandesi, 12 libanesi, 11 olandesi, 9 indiani, 6
giapponesi, 5 danesi, 3 egiziani, 3 austriaci e anche 8 (otto)
italiani.
I camionisti stranieri uccisi sono 998 e 1428 feriti. Vanno aggiunti
154 membri delle Nazioni Unite uccisi, unitamente a 237 giornalisti.
Bisogna aggiungervi 5750 volontari e civili arabi morti in Iraq.
Gli iracheni hanno avuto 395941 morti entro il 8 gennaio 2008: 40406
i soldati e i miliziani uccisi nella dal 1 maggio 2003 al 8 gennaio
2008. I guerriglieri morti in combattimento o per le ferite
riportate sono 29850. I civili uccisi dal 1 maggio 2003 al 8 gennaio
2008 sono 164580 e altri 161105 a causa delle condizioni generali
imposte dalla guerra.
In totale, afferma la rivista francese, alla data del 8 gennaio
2008, nella guerra e nell'occupazione dell'Iraq sono morti 395941
iracheni, e 407587 persone).
Inoltre dal novembre 2007 al 8 gennaio 2008 gli statunitensi hanno
subito la perdita di 102 soldati.

In Afghanistan, dal 1° ottobre 2001 al 8 gennaio 2008, le truppe
della coalizione hanno avuto 581 soldati statunitensi caduti e 4287
feriti, la coalizione ha subito 348 morti e 3641 feriti.
Dal novembre 2007 al 8 gennaio 2008, le truppe NATO in Afghanistan
subiscono la perdita di 14 soldati statunitensi, 14 soldati
pakistani, 5 soldati inglesi, 2 soldati danesi, 4 soldati canadesi,
1 soldato australiano e 1 soldato italiano. Dal gennaio 2002 sono
morti 1214 soldati e 1850 paramilitari pakistani.

Dal 1° ottobre 2001 al 8 gennaio 2008 sono morti 59455 tra civili,
ribelli e militari afgani e pakistani.
Inoltre negli altri teatri della 'Guerra Globale al Terrorismo' le
cifre, al 8 gennaio 2008 erano le seguenti:
- Yemen, Africa e Filippine: 15841 morti
- nel resto del mondo: 3161 morti
- a causa di attentati: 4942 morti
- Libano/Israele/ Palestina (dal luglio 2006 al 8 gennaio 2008): 4899
morti
- Somalia (dal novembre 2006 al 8 gennaio 2008): 11805 morti

Totale dei morti a causa della 'Guerra Globale al Terrorismo':
507690 uccisi


A cura del Bollettino Aurora
http://www.aurora03 .da.ru/
http://sitoaurora. altervista. org/
http://xoomer. virgilio. it/aurorafile/

Friday, April 18, 2008

DISCORSO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

VIAGGIO APOSTOLICO
NEGLI STATI UNITI D'AMERICA
E VISITA ALLA SEDE
DELL'ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE

INCONTRO CON IL PERSONALE
DELL'ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE

DISCORSO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

New York
Venerdì, 18 aprile 2008

Signore e Signori,

qui, in un piccolo spazio in mezzo alla città indaffarata di New York, è collocata un’Organizzazione con una missione vasta come il mondo di promuovere la pace e la giustizia. Mi viene in mente un contrasto analogo quanto all’ordine di grandezza tra lo Stato della Città del Vaticano e il mondo, in cui la Chiesa esercita la sua missione universale e il suo apostolato. Gli artisti del XVI secolo che dipinsero le carte geografiche sulle pareti del Palazzo Apostolico ricordarono ai Papi la vasta estensione del mondo conosciuto. In quegli affreschi veniva offerto ai Successori di Pietro un segno tangibile dell’immenso raggio d’azione della missione della Chiesa in un tempo in cui la scoperta del Mondo Nuovo stava aprendo orizzonti imprevisti. Qui, in questo Palazzo di Vetro, l’arte in esposizione ha il suo modo proprio di richiamare alla nostra memoria le responsabilità dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Vediamo immagini degli effetti della guerra e della povertà, ci viene ricordato il dovere di impegnarci per un mondo migliore e proviamo gioia per la genuina molteplicità ed esuberanza della cultura umana, manifestata in questa vasta gamma di popoli e nazioni raccolti sotto la protezione della Comunità Internazionale.

Nell’occasione della mia visita, desidero rendere omaggio al contributo incalcolabile dato dal personale amministrativo e dai tanti impiegati delle Nazione Unite, che svolgono i loro compiti ogni giorno con così grande dedizione e professionalità – qui a New York, in altri centri dell’ONU e in missioni particolari in tutto il mondo. A voi e a chi vi ha preceduto vorrei esprimere il mio apprezzamento personale e quello di tutta la Chiesa Cattolica. Ricordiamo specialmente i tanti civili e custodi della pace che hanno sacrificato la loro vita sul campo per il bene dei popoli che servono – quarantadue di loro soltanto nel 2007. Ricordiamo anche la grande moltitudine di quanti dedicano la loro vita a lavori mai sufficientemente riconosciuti, svolti non di rado in condizioni difficili. A tutti voi – traduttori, segretari, personale amministrativo di ogni genere, squadre di manutenzione e di sicurezza, operatori per lo sviluppo, custodi della pace e tanti altri – il mio più sincero ringraziamento. Il lavoro da voi svolto mette l’Organizzazione in grado di una continua ricerca di nuove vie per raggiungere gli scopi per i quali è stata fondata.

Delle Nazione Unite si parla spesso come della “famiglia delle nazioni”. Ugualmente, si potrebbe descrivere la sede centrale qui a New York come un focolare domestico, un luogo di benvenuto e di sollecitudine per il bene dei membri della famiglia dappertutto. È un luogo eccellente, in cui promuovere la crescita della comprensione reciproca e della collaborazione tra i popoli. Con buona ragione, lo staff delle Nazioni Unite viene scelto entro una vasta gamma di culture e nazionalità. Il personale qui costituisce un microcosmo del mondo intero, in cui ogni singola persona reca un contributo indispensabile dal punto di vista del suo particolare patrimonio culturale e religioso. Gli ideali che hanno ispirato i fondatori di questa istituzione devono esprimersi, qui e in ognuna delle missioni dell’Organizzazione, nel rispetto e nell’accettazione vicendevoli, che sono i contrassegni di una famiglia prosperosa.

Nei dibattiti interni delle Nazioni Unite viene data una crescente importanza alla “responsabilità di proteggere”. Di fatto, questa comincia ad essere riconosciuta come la base morale per il diritto di un governo ad esercitare l’autorità. È anche una caratteristica che per natura appartiene alla famiglia, dove i membri più forti si prendono cura di quelli più deboli. Questa Organizzazione, sorvegliando in quale misura i governi corrispondano alla loro responsabilità di proteggere i loro cittadini, esercita un servizio importante in nome della comunità internazionale. Al livello del giorno dopo giorno, siete voi che, mediante la considerazione che dimostrate gli uni per gli altri sul posto di lavoro e mediante la vostra sollecitudine per i molti popoli alle cui necessità e aspirazioni servite con tutto ciò che fate, ponete i fondamenti sui quali si costruisce questo lavoro.

La Chiesa Cattolica, per mezzo dell’attività internazionale della Santa Sede e mediante le innumerevoli iniziative di cattolici laici, Chiese locali e comunità religiose, vi garantisce il suo sostegno per il vostro lavoro. Vi assicuro uno speciale ricordo per voi e per i vostri familiari nelle mie preghiere. Voglia Dio onnipotente benedirvi sempre e confortarvi con la sua grazia e la sua pace, affinché, mediante l’attenzione che offrite all’intera famiglia umana, possiate continuare a servire a Lui.

Grazie.

© Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana

“Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore”

“Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore”


Ratzinger va in Usa e chiede scusa per i preti pedofili. E le vittime degli abusi manifestano contro di lui. L’udienza che gli chiedono viene prima rifiutata e poi concessa. Ma i giornali italiani nemmeno se ne accorgono.

Corre l’anno 2005 quando Peter Keisler, allora Ministro della Giustizia nel Governo Bush, blocca un procedimento giudiziario contro Joseph Ratzinger, accusato dalla Corte Distrettuale della Contea di Harris in Texas di aver coperto abusi sessuali su minori. Il Vaticano preme su George Bush per chiedere l’immunità come Capo di Stato anche se all’epoca del reato l’odierno Papa era solo cardinale. L’accusa riguarda il fatto che quando Joseph Ratzinger era ancora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede spedì una lettera ai vescovi del mondo (De delicti gravioribus), datata 18 Maggio del 2001, nella quale si disciplinava la condotta dei chierici nei casi di pedofilia. Nella lettera viene menzionata come istruzione ancora in vigore la Crimen sollicitationis, nella quale è esplicitamente ordinato di coprire e tenere segreti i casi di pedofilia dei chierici e di riferirli direttamente alla Santa Sede bypassando le legislature degli stati dove sono avvenuti i crimini. L’imputazione per Ratzinger era “ostruzione della giustizia”.

UNA STORIA COME TANTE - Della vicenda la BBC fece un video “scandalo”: Sex crimes and Vatican. Nello stesso anno in cui la lettera viene spedita in tutto il mondo (2001) Ratzinger in una intervista su Zenit dice: “Nella Chiesa, anche i preti sono peccatori. Ma io sono personalmente convinto che la costante presenza sulla stampa dei peccati dei preti cattolici, specialmente negli Stati Uniti, è una campagna pianificata, perché la percentuale di questi crimini tra i preti non è più alta che in qualsiasi altra categoria, e forse perfino più bassa.” E poi, denunciando un complotto mediatico ai danni della Chiesa, aggiunge: “Negli Stati Uniti, ci sono continue notizie su questa faccenda, ma meno dell’1% dei preti sono colpevoli degli atti di questo tipo. La presenza costante di queste notizie non corrisponde all’obiettività dell’informazione o all’obiettività statistica dei fatti. Oltretutto, una persona potrebbe arrivare alla conlusione che è intenzionale, manipolata, che è desiderio di discreditare la Chiesa. E’ una logica e ben fondata conclusione.”

OGNI TANTO SI CAMBIA… - Si vede che Ratzinger ha cambiato idea, perché oggi atterrato negli USA si è sentito in dovere di pronunciare parole di sconforto (non scuse come i giornali hanno riferito!) per lo scandalo dei preti pedofili; tra l’altro, se davvero questi fossero solo l’1% della Chiesa, o addirittura meno, e se davvero ci fosse un complotto ai danni della Chiesa, non si capisce per quale motivo un Papa dovrebbe accennarne in un discorso ufficiale.

“Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore e il danno arrecati da tali abusi. E’ importante che a quanti hanno sofferto sia riservata un’amorevole attenzione pastorale“.

Amorevole attenzione pastorale: In America le vittime e i loro parenti la chiamerebbero giustizia e denaro per gli abusi. E proprio loro non sembrano per nulla “placate” dalla dichiarazione di Benedetto XVI, come dice il New York Times: “He talks about feeling shame for the scandal but it’s a far cry from the shame that victims have had to live with our entire lives”, dice una delle vittime. Che, all’arrivo di Ratzinger all’aeroporto hanno srotolato uno striscione della lunghezza di otto piedi con le foto di 60 bambini molestati dai preti (15 di essi si sono successivamente suicidati). Peter Isley, uno dei membri del Survivors Network of Those Abused by Priests, ha chiesto di essere ricevuto dal Papa durante la visita, ma è stato rifiutato: avrebbe voluto chiedergli l’impegno a cambiare la legge canonica per rimuovere ogni prete che ha abusato di un bambino in ogni parte del mondo, e a sanzionare ogni vescovo che copre un prete pedofilo. Poi, finalmente, dopo le pressioni della stampa Usa (che evidentemente da quelle parti conta qualcosa), l’udienza è stata concessa. Le agenzie dicono che “il Papa li ha assicurati della sua preghiera per le loro intenzioni, per le loro famiglie e per tutte le vittime di abuso sessuale”. Preghiere e nient’altro.

TRAGICOMICO, COMITRAGICO - Se non fosse tragica, la situazione farebbe ridere: un imputato, che solo grazie all’immunità concessa in via speciale da Bush non viene processato, appena atterrato sul suolo americano viene accolto in pompa magna da quello stesso Stato che l’aveva citato in giudizio, e pronuncia parole di sconforto per le vittime degli abusi. E tutta questa paradossale vicenda non è minimamente riportata dai giornali e dai media italiani e anzi sembra che ormai il Papa avendo espresso dolore per le vittime abbia risolto tutta la vicenda: migliaia di bambini violentati, migliaia di chierici processati ed altri liberi sotto protezione vaticana, diocesi chiuse per fallimento per non far fronte alle spese legali, e tutto si risolve con un “nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore.” Tra l’altro, l’imputazione di “ostruzione della giustizia” era ancora in vigore quando la scarpetta rossa firmata Prada è scesa dall’aereo della Santa Sede ieri.

di Fabrizio Sitzia (Fabristol)

[Ha collaborato: Stefano Morciano (Aioros)]