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Tuesday, August 26, 2008

Imperialisti di destra ed imperialisti di sinistra

Una petizione degli intellettuali USA contro Eva Golinger e Thierry
Meyssan
Thierry Meyssan Mondialisation. ca, 25 agosto 2008 Réseau Voltaire
Traduzione di Alessandro Lattanzio:
http://sitoaurora. altervista. org/Impero/ impero62. htm

Dalla pubblicazione su Voltairenet. org di un articolo di Thierry
Meyssan sul ruolo di Albert Einstein Institution nelle
pseudo "rivoluzioni" colorate organizzate dalla CIA, quest'organismo
ed i suoi rappresentanti sono stati esclusi dalle principali tribune
anti-imperialiste. Negando, in totale cattiva fede le accuse a
carico, degli intellettuali della sinistra statunitensi tentano di
riabilitare quest'istituto così utile alla sovranità "soft" sul resto
del mondo. Anziché essere un dibattito, è un momento di verità.
Inizialmente passato inosservato, l'articolo "Albert Einstein
Institution: la non-violenza versione CIA", pubblicato su
Voltairenet. org il 4 gennaio 2005 (1), ha suscitato un dibattito
internazionale quando il presidente Hugo Chavez Frias ne ha dato
lettura pubblica il 3 giugno 2007 (2). Poco dopo, il fondatore di
quest'istituto di ricerca, Gene Sharp ha scritto una lettera aperta
al presidente Chavez per chiedergli di riconsiderare le sue opinioni
ed una seconda alla mia attenzione per chiedermi di tornare alla
resipiscenza (3).
Poiché queste missive non hanno convinto, numerosi autori hanno
sviluppato la critica all'Albert Einstein Institution, in particolare
la dott.ssa Eva Golinger in Venezuela (4). Per fermare la polemica,
il professore Stephen Zunes, personalità in vista presso
l'intelligencia progressista statunitense ha preso la difesa del suo
amico Gene Sharp ed ha riunito firme prestigiose, tra cui quella di
Noam Chomsky, attorno ad una petizione di sostegno (5).
La dott.ssa Eva Golinger ha già risposto a Stephen Zunes e mi asterrò
da riprendere qui le sue argomentazioni che dividono tutti (6).
Considerando che gli articoli del dossier sono chiarificanti per
l'Albert Einstein Institution, non discuterei di nuovo la questione
ormai ben conosciuta sul ruolo di quest'organismo nelle
pretese "rivoluzioni" colorate. Mi concentrerò sul significato e le
motivazioni della petizione iniziata dal professore Zunes.
In occasione dell'indipendenza dell'India, Mohandas K. Gandhi,
presentava la lotta contro l'imperialismo britannico sotto un aspetto
religioso e morale. Intendeva costruire un'India indipendente avente
l'induismo per religione nazionale ed organizzata attorno al sistema
delle caste. Contrariamente a ciò che si pensa spesso, non s'era
opposto alla violenza in sé, ma considerava che doveva essere
esclusiva della casta degli Kshatriya. Aveva dunque immaginato un
modo di lotta anti-imperialista per le altre caste: la non-violenza.
Gandhi s'era rivoltato alla sovranità britannica. Ma era invece
indifferente alla dominazione di alcune caste su altre, ed a
esclusione dei pariah, non vi percepiva alcuna violenza. Gandhi
diresse il movimento di liberazione nazionale in una difficile
coabitazione con Jawaharlal Nehru. Quest'ultimo immaginava un'India
indipendente laica e socialista, liberatasi dal sistema delle caste.
La loro azione comune permise di cacciare l'occupante. Il progetto di
società del Mahatma Gandhi non poté trionfare.
Per timore, i musulmani esigettero la creazione del Pakistan. La
divisione del paese fece un mezzo milione di morti e dodici milioni
di profughi in pochi giorni. Così, la non-violenza di Gandhi, messo
al servizio del movimento di liberazione nazionale, ha in gran parte
contribuito all'indipendenza dell'India. Lo stessa non-violenza,
messa al servizio di un progetto confessionale e reazionario, ha
suscitato un gigantesco dramma umano.
L'originalità di Gene Sharp è di avere ripreso la non-violenza di
Gandhi, ma anche quella di Henry David Thoreau, di Martin Luther King
e di altri ancora, e di inserirlo su un piano militare e politico. È
giunto alla conclusione che la non-violenza è una tecnica di
combattimento come un'altra, che può essere messa al servizio degli
obiettivi più diversi. È sempre stato attento nel tenersi alla larga
delle divergenze tra i politicanti, per sottolineare che la sua
tecnica può essere adottata da qualsiasi corrente politica. Il suo
lavoro ha interessato la NATO, nel progettare una resistenza civile
di fronte ai sovietici e la NED/CIA per organizzare delle pseudo-
rivoluzioni.
Per difendere l'Albert Einstein Institution, Stephen Zunes cancella
via tutte le informazioni disponibili sul cursus dei suoi
responsabili e le loro attività che sono state rivelate da Eva
Golinger e da me stesso. Oppone allora la credibilità di Gene Sharp,
guru di numerosi ecologi, femministe e sindicalisti, alla nostra. Mi
qualifica, a torto, come "marxista", per spaventare il borghese
statunitense, afferma che i miei "errori" e quelli della dott.ssa
Golinger sarebbero imputabili, allo stesso tempo, ad un effetto
ottico ed al nostro pensiero "razzista". Da un lato, perché
l'amministrazione Bush raccomanda aggressivamente dei "cambiamenti di
regime", che i nostri spiriti deboli sospetterebbero dei militanti
dei diritti dell'uomo, che desiderano sovvertire le dittature, di
essere agenti dell'imperialismo USA. D'altra parte, è animato del
razzismo e dell'arroganza occidentale, ché saremmo incapaci di
riconoscere la capacità dei popoli del terzo mondo nel condurre
azioni politiche e che immagineremmo una manipolazione dietro ogni
evento. Non una possibilità!
Eva Golinger è certamente statunitense, ma vive a Caracas ed è
bolivariana; io stesso sono certamente francese, ma vivo tra Damasco
e Beyrouth e sono radicale. Il bolivarismo ed il radicalismo sono
movimenti politici derivati dalla filosofia dei lumi, il primo si è
sviluppato nelle Ande contro l'imperialismo spagnola e la schiavitù,
il secondo in Francia contro la monarchia e il clericalismo. Nulla a
vedere con il marxismo-leninismo, né l'occidento- centrismo. D'altra
parte, non troviamo offensivo essere definiti "marxista".
Stephen Zunes prosegue qualificandoci come "cospirazionisti" , termine
peggiorativo, che designa nel gergo atlantista ogni dissidente,
particolarmente coloro che non credono al crollo mimetico della Torre
n°7 del World Trade Center ed alla smaterializzazione di un aereo nel
Pentagono delle Bermude.
"È dunque inquietante che tante fonti d'informazione progressiste
abbiano diffuso tali errori così ampiamente, e che tanta gente gli
abbia creduto, particolarmente in base alla mancanza palese di
elementi solidi per sostenere le loro accuse. Le minor parte di
questi articoli (che criticano Sharp) che contengono citazioni
utilizza semplicemente fonti screditate da tempo come Meyssan e
Golinger", concludono.
La petizione del professore Zunes si iscrive nel contesto della
prossima elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti.
Quest'ultimo avrà l'incarico pesante di cambiare l'immagine
dell'impero statunitense per garantire la sua perennità. I principali
strateghi US adottano un discorso pubblico di denunzia degli aspetti
visibili che più colpiscono della politica attuale e chiamano ad una
correzione del sistema per salvarlo. Così, l'ex segretario di Stato
repubblicano James Baker o l'ex consigliere nazionale alla sicurezza,
il democratico Zbigniew Brzezinski, denunciano le guerre di George W.
Bush e l'occupazione israeliana dei territori palestinesi, o
richiedono la chiusura del campo di Guantanamo. Queste posizioni non
hanno dunque nulla di contestatario. Sono evidenti per tutti, fino al
vertice dell'estabishment imperiale.
La Commissione bipartisan Armitage-Nye ha elaborato un accordo tra
repubblicani e democratici affinché il prossimo presidente, qualunque
esso sia, cioè più di un diplomatico- in-capo o di un comandante-in-
capo, e che privilegia azioni esterne tipo "rivoluzioni colorate" ad
interventi militari. Questo rinnovo della strategia statunitense,
ormai basata "sul potere intelligente" (smart power) e neppure sulla
forza brutale, corrisponde ad un'oscillazione identica nell'ambito
del movimento sionista.
Il gruppo della rivista neo-conservatrice Commentary di John
Podhoretz si cancella temporaneamente a profitto di quella della
rivista progressista Tikkun del rabbino Michael Lerner. La nuova
punta di diamante del sionismo si è data come obiettivo
spiritualizzare la sinistra statunitense, come Commentary ha fatta
con la destra. Tikkun fa campagna perché Barack Obama proponga un
Piano Marshall globale, sul modello di ciò che fecero la CIA ed il
dipartimento di Stato nel periodo successivo alla seconda guerra
mondiale per vassallizzare l'Europa occidentale. Milita per "la
giustizia sociale per i palestinesi e la sicurezza di Israele" (e non
l'inverso), nega la situazione di segregazione di cui sono vittime i
cittadini israeliani musulmani e cristiani, come pure il diritto al
ritorno dei deportati. Tikkun chiama i dirigenti palestinesi ad
abbandonare il terrorismo per la non violenza. Afferma che
l'occupazione israeliana non potrà avere fine finché gli Israeliani
non avranno garanzie per la loro sicurezza e che "i palestinesi non
avranno dato prova che riconoscono gli Israeliani come creati a
immagine di dio".
Il professore di scienze politiche all'università di San Francisco e
specialista del Medio Oriente, Stephen Zunes è l'autore di
Tinderbox : U.S. Foreign Policy and the Roots of Terrorism (la
polveriera: la politica estera statunitense e le radici del
terrorismo). Vi promuove l'idea che è il sostegno degli Stati Uniti
ai regimi autorevoli del Medio Oriente che produce in reazione il
terrorismo anti-USA. Gli Stati Uniti non sarebbero dunque odiati a
causa dei loro valori, ma perché i loro dirigenti li ridicolizzano
sostenendo cinicamente dei dittatori. Quest'argomento è
caratteristico della propaganda di relifting dell'impero. Occulta il
finanziamento comune dei principali gruppi "islamismi" da parte di
Riad e Washington per rispondere ai movimenti rivoluzionari, laici o
religiosi. Assolve, allo stesso tempo, i dirigenti statunitensi ed il
loro popolo dai crimini commessi, poiché i primi avrebbero tradito
gli ideali che i secondi non hanno mai messo in pratica.
Simultaneamente, demonizza allo stesso tempo i dirigenti ed i popoli
arabi, i primi come dittatori ed i secondi come terroristi.
Nei suoi lavori, Stephen Zunes – come il suo amico Noam Chomsky (7) –
s'impegna a presentare Israele come vittima dei diktat US e come non
responsabili della situazione in Palestina. La petizione di Stephen
Zunes ci comunica una cosa: alcune figure intellettuali della
sinistra statunitense si spacciano per anti-imperialiste, ma
difendono il sistema quando lo sporco lavoro è fatto con discrezione.
A questo proposito, non è indifferente che il sig. Zunes ed i suoi
assistenti difendano i miti dell'impero, gli pseudo-"valori
americani" e il fantasma del complotto islamico mondiale.

Monday, August 25, 2008

Guerra nel Caucaso: Fine della Pantomima

Le conseguenze dell'aggressione della Georgia di Saakhshvili contro
la Repubblica Autonoma dell'Ossezia del Sud saranno ampie, tanto da
ripercuotersi a livello mondiale.
La spudorata e palesemente falsa propaganda agitata dai mass media
occidentali contro Mosca, che viene presentata come l'orso
imperialista della Guerra Fredda (e anche dei tempi precedenti),
serve principalmente a cercare di nascondere, presso il pubblico
mondiale, le responsabilità dell'inizio di questa ennesima Guerra
d'Agosto, ma serve anche a capovolgere la sconfitta sul terreno, in
vittoria mediatica sui video. Il virtuale, è oramai, l'ultimo campo
dove l'occidente `vince'le sue battaglie.
I leader occidentali hanno riversato su Mosca, cumuli di accusa
ridicole e grottesche. Valga per tutti l'accusa di uso `eccessivo'
della forza, accusa lanciata da notori pacifisti e
mediatori `culturali', come Condoleeza Rice e lo stesso G.W. Bush.
Prontamente, il fantasma dell''Euroimperiali smo' (vaneggiamento di
certe sette `marxistordi' ), ovvero i neocon e filo-sionisti Merkel,
Sarkozy/Kouchner, Brown/Milliband, con seguito di monarchi svedesi e
olandesi e salmerie massmediatiche, hanno sostenuto lo sbarramento
antirusso innalzato dalla NATO. Uno sbarramento, o meglio, un
paravento con cui nascondere le `vergogne' della NATO.
1. Il sostegno acritico, e la sfacciata apologia `democraticista' ,
indirizzati a favore del dittatorucolo, mafioso e necon, Mikheil
Saakhashvili. A fronte delle accuse, reiterate quanto fasulle, verso
i legittimi governi della Federazione Russa, Bielorussia, Iran,
Venezuela, per esempio, fatti oggetto di attacchi inverecondi da
tutta la panoplia ONGista e sedicente `dirittoumanitarist a' (dal
fazioso Reporters sans Frontières al paludato Amnesty International) ;
queste stesse agenzie hanno prontamente silenziato qualsiasi critica
verso il regime neocon e revanscista di Tbilissi. In ciò rendendo
chiaro, una volta di più, la funzione e il ruolo che esse svolgono
nel panorama della contesa mondiale tra asse atlantista e potenze
eurasiatiche.
2. Il contrattacco dell'esercito russo spariglia le carte alla setta
sion-con di Washington/TelAviv. Saakhasvili è stato aizzato contro
Tskhinvali, perché i suoi pupari credevano che Mosca, con un
presidente giovane appena eletto e un premier a Beijing per i Giochi
Olimpici, non sarebbe stata capace di una reazione rapida ed
efficace. Mal gliene incolse. Innanzitutto, la milizia Osseta è stata
capace di bloccare le truppe d'elite georgiane, che hanno bombardato
proditoriamente di notte, Tskhinvali, causando centinaia, se non
migliaia, di vittime tra i civili (1500/2000). Ciò ha permesso
all'esercito russo di intervenire attraverso il tunnel di Rokhi,
l'unica via che collega Ossezia del sud e Federazione Russa.
Nell'arco di 24/48 intervenivano a sostegno della resistenza osseta,
unità delle truppe aerolanciate e degli spetznaz, mentre l'aviazione
russa, subendo la perdita di soli 4 velivoli e due elicotteri,
spazzava via l'aeronautica e la marina georgiana, e liquidava le
colonne blindate gorigane. L'esercito georgiano, vanto e orgoglio,
secondo le stesse parole dei ministri di Tbilissi, dei mille
contractors israeliani e dei circa 100 consiglieri USA/NATO, veniva
sbriciolato dalla sola forza aerea russa. I soldati georgiani, dopo
aver visto centinaia di loro commilitoni morire sotto le bombe
dell'offensiva aerea russa, sono sbandati ed hanno abbandonato sul
terreno, veicoli, equipaggiamenti e armi.
L'esercito russo ha potuto, così, occuparsi di presidiare le zone e
punti strategici (il porto di Poti, da cui passa il carburante che
alimenta i resti delle forze armate georgiane), e assicurare la
salvaguardia delle minoranze Osseta ed Abkahza. La questione della
pipeline BTC, tirata fuori per giustificare la guerra caucasica (in
funzione della propaganda anti-russa), non ha molto senso, poiché
l'oleodotto, già in grave deficit di gestione, era stato bloccato a
causa di attentati compiuti in Turchia dal PKK curdo. Ma questa scusa
viene agitata per non fare vedere che l'operazione dell'8 agosto era
solo il primo passo per un ulteriore sconvolgimento e frammentazione
del Caucaso.
3. Difatti, Baku, era interessata all'operazione di revanscismo
armato di Tbilissi. Ma non per la solita solfa dell'oleodotto BTC. La
questione riguardava come Mosca, e il resto del mondo, avrebbe
reagito di fronte a un atto di annessione violenta di un territorio
indipendentista. Beku è interessata a riprendersi, con tutti i mezzi,
la regione del Nagorno-Karabakh, ora amministrata da Erevan. Se
l'operazione Osseta fosse riuscita, Baku avrebbe aggredito al più
presto il Nagorno-Karabakh e, di conseguenza, l'Armenia. L'Abkhazija
sarebbe divenuta il prossimo e immediato obiettivo dell'asse
Tbilissi/Bruxelles/ TelAviv. Certamente sarebbero esplose le azioni
terroristiche in Cecenia, Inuscezia, Ossezia del nord e Daghetsan. Si
sarebbero prodotte altre pulizie etniche ed altri profughi: azioni
benedette dalle autorità del fantasma europeo e ignorate dai corifei
massmediatici propagandistici occidentali (ove si distinguono,
soprattutto, i media e i professionisti di `sinistra').
L'intervento pronto ed efficace delle forze armate russe, ha impedito
tutto ciò. Il piano sion-con di Saakhasvili è fallito.
4. Il fallimento di tutto ciò, ha suscitato, presso i circoli
atlantisti, sbandamento, confusione e reazioni colleriche ed
isteriche. Reazioni che stanno portando l'occidente ad effettuare dei
passi arrischiati. Innanzitutto, sul terreno dei rapporti
internazionali, l'occidente atlantista ha deciso di espungere Mosca
dagli organismi di prestigio (OMC, G-8), organismi, in verità, da
parata ed ineffettuali sul piano dell'attività concreta economico-
diplomatica. È più un favore che una punizione. Inoltre, Condy Rice
ha imposto ai `partner' europei della NATO, l'interruzione della
collaborazione con Mosca. Un vero e proprio passo suicida per
l'Europa (o i suoi fantasmi `euro-imperialista' e `euro-vaticano' ).
Infine, il tocco magistrale, la stipula del Trattato ABM
(erroneamente denominato `Scudo Spaziale'), tra Washington e
Varsavia; si tratta del passo più azzardato e carico di gravissime
conseguenze. Prevede l'installazione di dieci missili antimissili in
territorio polacco, in cambio della modernizzazione, da parte
statunitense, dell'equipaggiament o delle forze armate polacche
(caccia F-16 e/o F-18, missili Patriot, ecc.)
Gravissime conseguenze si avranno anche per Tel Aviv, che ha
scherzato troppo con il fuoco caucasico. Israele aveva ottimi
rapporti con Mosca. Erano in fondo amici. Si pensi alla fortissima
comunità russa e russofona, residente in Israele. Ma dopo
lo `scherzetto' giocato l'8 agosto, contro la Federazione Russa, le
cose cambieranno, anche qui, in modo assai drastico. Tanto che gli
stessi israeliani, edotti da ciò che stavano combinando, hanno
cercato di porre riparo, sospendendo (quando ormai era troppo tardi)
l'invio di armi in Georgia e, poi, sconfessando i mercenari e le spie
inviate a Tbilissi, per addestrare la milizia di Saakhasvili e dei
suoi amici (molti ministri georgiani sono anche cittadini d'Israele).

Le risposte di Mosca
Mosca ha calcolato, ovviamente, che l'occidente non sarebbe stato
zitto ed inerte, a fronte della debacle del suo manichino caucasico.
Perciò reagisce con adeguate contromosse:
1. La Russia e la Bielorussia hanno deciso di firmare un accordo che
mira a creare una difesa antiaerea comune tra i due paesi.
2. Si prepara a sostenere la secessione di Ossezia ed Abkhazia. Mosca
deve dimostrarsi forte e decisa, per sventare velleità che minacciano
l'integrità territoriale della Federazione Russa.
3. La Russia è pronta a fornire alla Siria armi difensive, come ha
affermato il ministro degli affari esteri russo Lavrov, dopo una
riunione fra i due capi di stato a Sochi, sul Mar Nero. Inoltre la
Siria acconsente anche all'installazione dei sistemi missilistici di
teatro Iskander-M, missili con cui si può minacciare Israele.
4. Come per la Siria, anche per l'Iran Mosca prevede di inviare
sistemi di difesa aerea strategica (S-300), non foss'altro che per
difendere gli investimenti russi per la centrale elettronucleare di
Bushehr.
5. La mossa centrale, e più importante, nella prevedibile risposta di
Mosca, alle minacce atlantiste. Probabilmente verrà abbandonato
definitivamente il trattato START II. Tale trattato prevedeva lo
smantellamento di buona parte dell'arsenale strategico russo,
l'abbandono degli ICBM pesanti e l'obbligo di dotare i restanti ICBM
con testate singole. Ora, la prima mossa sarà il recupero dei missili
strategici pesanti RS-20, (gittata da 11000 a 16000 km) e la
sostituzione delle testate singole con Veicoli di Rientro Multiplo
Autonomo (MARV), sistemi che permettono ai missili di trasportare
fino a 10 testate nucleari, assieme a falsi veicoli ed altri sistemi
elettronici volti ad ingannare i sistemi antimissili.
6. Si accelereranno i programmi di ammodernamento della componente
subacquea delle forze strategiche russe. Mentre la componente aerea
ed i missili nucleari di teatro verranno dislocati nella regione di
Kaliningrad e in Belarus. Probabilmente, in futuro, potrebbe essere
riesumato il programma degli Euromissili (RSD-10), mentre i
bombardieri di teatro Tu-22M3, Su-24 e Su-34, che impiegano armi e
missili nucleari, possono minacciare tutta l'Europa.
7. Abbandono definitivo del CFE, il trattato per la limitazione degli
armamenti convenzionali in Europa. Il trattato, finora, ha operato
solo a svantaggio della Federazione Russa. Con intere zone della
Russia occidentale, in pratica, smilitarizzate, a fronte della
continua avanzata della NATO e delle guerre di aggressione da essa
condotta (Jugoslavia, Bosnia, Afghanistan, ecc.)
Nuove unità dell'esercito russo verrebbero ricostituite e spostate in
Russia occidentale. Mentre l'accordo per rifornire le truppe
dell'ISAF, in Afghanistan, passando per le vie di comunicazione
russe, salterebbe, aggravando la situazione logistica delle truppe
NATO presenti in Afghanistan, visto il peggiorare della situazione
nelle retrovie pakistane.
8. Mosca avrebbe poi un'altra carta, tutt'altra che aggressiva, ma
egualmente efficace: aspettare un paio di mesi l'arrivo dell'inverno.
Non male, come situazione, voluta e cercata dal fantasma
dell'imperialismo europeo', al solo scopo di compiacere i padroni
atlantisti di Washington-Londra- TelAviv.

Note da ricordare (ovvero anche quest'anno degli `aerei cadono')
Quest'agosto è stato funestato, oltre che dalla guerra revanscista
georgiana, da due incidenti aerei. Guarda caso i due incidenti
colpiscono due paesi come la Spagna e il Kirghizistan. La Spagna non
ha preso posizione riguardo alla campagna aggressiva di Saakhashvili
e dei suoi mentori, verso gli Osseti e Mosca. Invece, in
Kirghizistan, alla vigilia dei giochi olimpici di Beijing, mentre,
sempre casualmente, venivano compiuti dei sanguinosi attentati nella
confinante provincia cinese del Xinjiang, la polizia locale pescava
12 marines degli USA e due addetti dell'ambasciata statunitense a
Bishkek, con un arsenale di 53 pistole, 26 fucili d'assalto M-16,
quattro mitragliatrici pesanti, quattro fucili di precisione, due
fucili Winchestern, circa quindicimila proiettili, esplosivi, micce e
equipaggiamenti radio. Inoltre, presso Manas, la base kirghiza
utilizzata dall'USAF, è stata trovata un fossa comune con 27
cadaveri. Chi erano? E perché sono morti così vicino ad una base
della libertà e della democrazia?
Tutto ciò avviene in mezzo alla debacle totale della campagna
anticinese (sempre mediatica), imbastita per infastidire e infangare
la XXIX.ma Olimpiade di Beijing. Operazione svolta da molte, delle su
accennate, ONG atlantiste strategiche (Reporters sans Fronières,
Partito Radicale, TG3, Alleanza Nazionale, tra gli altri). Anche
l'Open Society, del miliardario statunitense, genocida e
filantropofago, Gorge Soros, ha racimolato un'altra sconfitta sul
terreno, dopo il fallito tentato golpe colorato in Mongolia, ha fatto
fare una figura barbina alla sua pedina più importante, il Dalai
Lama, che ha urlato di massacri di tibetani, ad opera dei cinesi,
senza il benché minimo straccio di prove e indizi, al solo scopo di
distogliere l'attenzione del pubblico mondiale dal successo di
Beijing 2008. Ovviamente, per salvare la residuale credibilità del
Dalai-lama, ed evitare spiacevoli conseguenze diplomatiche,
l'entourage lamaista ha dovuto smentire il proprio capo e rimangiarsi
le accuse insensate. Con gran scorno dei pagliacci mediatici che
appestano il mondo dell'`informazione' , nostrana ed occidentale tutta.

Di:
Alessandro Lattanzio, Catania 25/08/2008

Thursday, August 21, 2008

God

Hi,

Man has forgotten the essence of life.This is horrible.

MAY GOD TAKE PRE EMINENT CONTROL OVER US IN THIS EVIL GENERATION !AMENN

This girl was chopped up in broad daylight in front of a crowd in Hillbrow, JHG ( South Africa )

I advise viewers / readers discretion.



Photobucket - Video and Image HostingHer name was Stacy Wilson and she was just 21 years old. Little did she know that when she boarded a minibus that fateful afternoon of Monday the 11th that she was minutes away from being executed. Her only crime being the refusal of the advances of her murderer (Shorn Samuel). Reports say that the man accosted Stacy in the Leeward Bus Terminal Monday evening during rush hour when there were hundreds of people around. She brushed off his advances and boarded a mini-van. The man disappeared and came back soon afterwards with rope and a sword. He pulled her from the van and started his attack, cutting of a wrist and struck her head. The head did not fall. People on the scene reported that he allegedly held the neck and sawed off the head with the sword. Stacy's mother, Emelia Nanton, said that Shorn who is a distant relative had hounded Stacy for about a year now and kept saying that she was his wife. 'After we told him to stop coming around here, he would become angry and said that I was blocking him from Stacy,' Police responded within minutes but were too late to save Stacy but they apprehended the man, dispersed the crowd, and secured the crime scene
... head did not fall. People on the scene reported that he allegedly held the neck and sawed off the head with the sword. Stacy's mother, Emelia Nanton, said that Shorn who is a distant relative had hounded Stacy for about a year now and kept saying that she was his wife. 'After we told him to stop coming around here, he would become angry and said that I was blocking him from Stacy,' Police responded within minutes but were too late to save Stacy but they apprehended the man, dispersed the crowd, and secured the crime scene ..

Murder accused Shorn Samuel being escorted to prison on remand after a brief court appearance on Thursday December 14, 2006 (Photo: Kenara Woods/Searchlight Newspaper)


Shorn Samuel, the 35 year old man who brutally murdered Stacy Wilson



Internal Virus Database is out-of-date.
Checked by AVG Free Edition.
Version: 7.5.503 / Virus Database: 269.17.4/1188 - Release Date: 17/12/2007 14:13


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