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Thursday, November 12, 2009

Costa d’Avorio: voto rinviato


Ancora una volta non rimaneva che ufficializzarlo. La Commissione Elettorale Indipendente ha deciso di rinviare le elezioni presidenziali del 29 novembre, a data da destinarsi. All’origine dei ritardi, sono i contenziosi sorti sulla nazionalità di un milione di elettori.

Il capo della Commissione Elettore Indipendente (Cie) in Costa d'Avorio, ha infine annunciato ieri, il rinvio delle elezioni presidenziali inizialmente previste il prossimo 29 novembre.
«Un leggero ritardo» così lo ha definito il capo della Cie, Robert Beugré. La nuova data sarà resa pubblica attraverso un decreto, dopo che i partiti avranno raggiunto un accordo. Nel fine settimana, si riuniranno in Burkina Faso tutte le formazioni politiche per decidere sull'argomento insieme ai mediatori internazionali.


Secondo gli analisti, per poter garantire la messa a punto di ogni aspetto tecnico di questa tornata elettorale, la nuova data non potrà essere fissata prima del 2010.

Nei giorni scorsi è stato un susseguirsi di indiscrezioni e appelli per un rinvio. Gli stessi uomini vicini al presidente Laurent Gbabo, avevano suggerito pubblicamente alla Cie di esprimersi proprio in questa direzione.

In ballo c'è una "lista per le controversie", con circa un milione di persone la cui nazionalità non è nota. Il contenzioso si gioca proprio attorno alla soluzione di questo nodo e sulla creazione di una lista unica e definitiva.

«Anche se la lista dovesse essere ufficializzata, avremmo bisogno di 38 giorni per esaminarla e portare a termine ogni adempimento di tipo tecnico» ha detto ieri Young-Jin Choi, inviato speciale dell'Onu per il paese. «In ogni caso, anche in presenza di una lista, è necessario avviare il processo di stampa e consegna delle tessere elettorali, cosa che non è ancora avvenuta» ha poi aggiunto.

Costantemente rinviato dopo la fine del mandato del presidente Gbagbo, nel 2005, il voto avrebbe dovuto porre fine alla grave crisi politica e militare nata dopo il fallito colpo di stato del 2002, che divise il paese due parti: il nord in mano ai ribelli delle Forze Nuove e il sud gestito dal governo centrale.

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