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Thursday, May 26, 2011

Nè “rivoluzione colorata”, nè “rivoluzione araba”: “rivoluzione chip-alienata” dalla Spagna al Mondo


Frey Manuel (*) IAR Noticias 21 maggio 2011
Come ciliegina sulla torta della “rivolta popolare” della CIA in Medio Oriente e Africa, ora arriva la “rivoluzione dei chip-alienati” da Internet e dau cellulari, che si diffonde in tutta la Spagna e minaccia di diffondersi come un virus in tutta Europa. Ed è proiettata come una reale minaccia di contagio per via aerea verso i paesi emergenti e sottosviluppati di Asia, Africa e America Latina. Quali gli obiettivi di questo nuovo fenomeno?
Quello che i media e gli analisti del sistema chiamano “primavera spagnola” non è altro che un gioco sportivo di giovani alienati dalle “social network” (lasciati a una sinistra senza bussola assimilata dal sistema) che promuovono “proteste popolari” con internet quasi come un diversivo nella catarsi collettiva.
Dal momento che la sua strumentalizzazione quasi organica in Medio Oriente e Africa, con le “rivolte popolari” promossa dalla CIA e dei servizi correlati, il telefoni cellulari e Internet sono stati la chiave di queste manifestazioni, in cui il contenuto e gli obiettivi è noto solo ai loro mandanti occulti. Che sono i beneficiari nascosti (i servizi segreti e i gruppi di potere) che inducono alle operazioni di guerra psicologica principalmente col “social networking“. E poi diventano di massa, attraverso la trasmissione a livello mondiale (in diretta) da parte dei grandi media internazionali.
Questi movimenti sono definiti come “apocalittici”. E in generale le loro strutture funzionali non variano nella loro attuazione, tranne regolando gli obiettivi in base alle esigenze locali del paese e della società in cui sono applicati.
Ciò che in Egitto e nel Medio Oriente era nota ed applicata come “rivolta popolare“, e in Libia come “rivoluzione libica“, in Spagna si presenta come la “Primavera spagnola” o “la protesta degli indignati“.
Come in Libia viene applicata per creare le condizioni per l’intervento militare internazionale che mira a rovesciare Gheddafi e a mettere il petrolio libico nelle mani del partenariato imperiale UE-USA, e in Siria viene applicato per destabilizzare il governo alleato dell’Iran, in Spagna il suo uso si riconosce negli ampi obiettivi delle elezioni politiche, in cui il proprio governo Zapatero sembra essere il maggiore perdente, e il Partito Popolare emerge come il principale beneficiario nei sondaggi.
La struttura di mobilitazione della protesta di massa nasce da un triplice asse convergente e interattivo, Internet(social network), telefoni cellulari (SMS) e reti mediatiche di massa che li trasmettono li diffondono in tutto il mondo.
La “ribellione” dei giovani nata su Internet non rappresenta la rivoluzione o il cambiamento di regime, ma un “approfondimento della democrazia”. Non costituiscono un cambiamento sistemico e dello stato capitalista, ma pongono una “pulizia democratica” in cui i partiti politici aprano maggiori canali per la “partecipazione”.
Nel tempo e nello spazio, la “protesta popolare” o la “Primavera spagnola” è una “continuità” sui computer delle “rivoluzioni colorate” nello spazio post-sovietico, o delle “ribellioni buddiste” nel sud-est asiatico o in Tibet per destabilizzare e/o promuovere dei golpe contro i governo filo-russi e filo-cinesi.
Questo fa parte della scacchiera geopolitica della Guerra Fredda Intercapitalista per i mercati e le risorse strategiche, i cui principali protagonisti sono l’asse USA-UE, da un lato, e l’asse Cina-Russia-Iran dall’altro. La mobilitazione e la protesta crescenti in corso degli “indignados” in Spagna, dimostra che queste formule possono essere esportate e applicate con ricette diverse, in ogni parte del mondo capitalista globalizzato. E non solo minacciano di diffondersi come un virus in tutta Europa, ma sono una minaccia potenziale e possono diffondersi attraverso nelle periferie emergenti e sottosviluppate di Asia, Africa e America Latina.
In termini di strumento di mobilitazione con strategie operative e tattiche di azione sono simili. Quello che varia sono gli obiettivi e le risposte dei governi. Non è la stessa cosa la risposta militare duramente repressiva in Libia o Siria, o il laissez-faire che esegue ora il governo spagnolo di Zapatero.
Ovviamente, questi movimenti lavorano e si potenziano su una realtà e una domanda della base sociale: la disoccupazione e gli adeguamenti sociali. Il fenomeno che i loro leader organizzatori incolpano, non è lo sfruttamento economico del sistema capitalistico, ma l’immoralità dei “politici corrotti”.
Su questo asse riduzionista e radiante, gli organizzatori delle proteste degli “indignados” rimuovono dalla scena la responsabilità del potere economico, determinate per il potere politico nella gestione dello Stato capitalista.
Storicamente, questi strumenti di mobilitazione e di proteste di massa come stanno operando in Spagna, attaccano il “dipendente” (politici) e salvaguardano gli interessi dei “padroni” (Lo Stato e il sistema capitalista), che servono funzionalmente come strumenti per dei “golpe democratico-istituzionale” attraverso i gruppi locali, per definire la loro elezioni interne e la loro guerra per il controllo del governo e del mercato interno.
In effetti, la “protesta degli indignato” in Spagna, è un aggiornamento e un altro stadio (con il salto qualitativo dei computer) di del “Cacerolazo” che rovesciò istituzionalmente Fernando de la Rúa in Argentina, e la “ribellione dei giovani” che allo stesso modo aveva rovesciato Lucio Gutierrez in Ecuador.
Non si possono nemmeno paragonare al “maggio francese generazionale” della Guerra Fredda, se non che ripetono le metodologie operative al fine di risolvere (regolare) le lotte di potere interne tra gruppi imprenditoriali per che controllano e finanziano il funzionamento del sistema politico corrotto con la pratiche delle “tangenti“.
Chiaramente (e ripetendo il concetto), la protesta degli “indignati” in Spagna non punta al sistema capitalista (banche e società azionarie del mercato), ma l’establishment politico che gestisce lo stato capitalista (il corpo politico).
Così (e come è successo nel “que se vayan todos” in America Latina) si sta cercando di sostituire parti operative usurate (i politici) con altre parti rinnovate e legittimate come espressione rappresentativa della “rivoluzione democratica” che emerge dalla “protesta popolare“. E servono come valvola di sfogo per le tensioni sociali generate dalla disoccupazione e dagli aggiustamenti selvaggi dei governi capitalisti.
Così, il burattino viene cambiato ma non il burattinaio. E il sistema continua con il pretesto di una “pulizia democratica“, mentre ancora attua lo stesso “programma” transnazionale, a livello politico, sociale ed economico nei paesi centrali, periferici o sottosviluppati.
Continua sempre lo stesso sistema di sfruttamento capitalistico che genera quotidianamente la fame globale, l’assalto militare per conquistare i mercati, gli aggiustamenti selvaggi e la disoccupazione per regolare e mantenere la redditività del capitalismo e la concentrazione della ricchezza in poche mani.
Il movimento degli “indignados” emergente in Spagna non propone di modificare la concreta realtà strutturale dello sfruttamento capitalistico (lo Stato capitalista e il suo contenuto programmatico), se non cambiare le forme della convivenza politica e purificare le pratiche di corruzione dei politici (solo sul lato della gestione dello Stato capitalista.)
In breve, nè “rivoluzione socialista“, “rivoluzione colorata” o “rivoluzione araba“: rivoluzione democratica “attuata da chip-alienati” da Internet e dai cellulari che confondono le forme coi contenuti. Solo un cambiamento di maquillage affinché il sistema continui (senza veri nemici) lo sviluppando a livello locale e internazionale i suoi traffici e le sue guerre intercapitaliste per la conquista dei mercati e delle risorse strategiche.
(*)Manuel Frey è un ricercatore, giornalista e analista delle strutture di potere, specialista in intelligence e comunicazione strategica. È uno degli autori più popolari e di riferimento nel web.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – Aurora03.da.ru

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